Chi sente la necessità di interrompere l’accesso ai siti di gioco autorizzati può utilizzare l’autoesclusione trasversale, uno strumento gestito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli attraverso il Registro Unico degli Autoesclusi, RUA. Il sistema consente di bloccare contemporaneamente l’operatività su tutti i conti di gioco a distanza collegati alla stessa persona, senza dover presentare una richiesta separata a ogni concessionario.
Il RUA è un database istituito con l’obiettivo di contrastare la dipendenza da gioco d’azzardo e offrire ai giocatori un meccanismo di autotutela concreto. A differenza dell’autoesclusione limitata a un singolo operatore, la versione trasversale ha un effetto esteso: una volta attivata, impedisce l’accesso a qualunque piattaforma di gioco a distanza dotata di licenza ADM, indipendentemente dal concessionario. Chi si iscrive al registro non può quindi aprire nuovi conti di gioco, effettuare versamenti o partecipare ad attività di gioco su nessuno dei siti autorizzati al gioco a distanza.
Il meccanismo nasce con un obiettivo preciso: superare i limiti dell’autoesclusione verticale, quella cioè riferita al singolo sito, che lasciava comunque la possibilità di continuare a giocare su altre piattaforme legali. Con l’iscrizione al RUA, l’esclusione viene invece comunicata all’Anagrafe dei Conti di Gioco e resa operativa su tutta la rete dei concessionari autorizzati, rendendo lo strumento molto più efficace per chi desidera interrompere in modo netto il proprio rapporto con il gioco.
L’iscrizione al registro può avvenire in diversi modi. Il canale più diretto è il portale ufficiale dell’ADM, accessibile tramite identità digitale SPID, che consente di inviare la richiesta in autonomia. Chi non dispone di SPID può invece rivolgersi a uno dei concessionari presso cui possiede o ha posseduto un conto di gioco, fornendo i propri dati identificativi e una copia di un documento di identità in corso di validità. Il concessionario provvede quindi a trasmettere la richiesta al sistema centrale.
Un aspetto spesso poco noto riguarda le conseguenze pratiche dell’iscrizione. Durante il periodo di autoesclusione, il saldo eventualmente presente sul conto di gioco resta comunque prelevabile, quando le condizioni del singolo conto lo consentono. Cambia invece tutto il resto: non è possibile effettuare ricariche, ricevere accrediti promozionali, aprire nuovi profili di gioco o accedere alle attività disponibili sui conti già esistenti. Il blocco resta valido per l’intera durata scelta al momento dell’iscrizione.
Le opzioni di durata previste comprendono periodi determinati scelti dall’utente, da un minimo di sette a un massimo di 270 giorni. Durante questo periodo non è possibile richiedere una revoca anticipata e, alla scadenza, l’abilitazione al gioco viene ripristinata automaticamente. È inoltre disponibile una modalità a tempo indeterminato, pensata per chi cerca una tutela più stabile. In quest’ultimo caso la revoca può essere richiesta soltanto dopo almeno nove mesi, equivalenti a 270 giorni, dalla data di attivazione. Una volta presentata la richiesta, l’abilitazione al gioco torna operativa dopo ulteriori sette giorni, non in modo immediato. Questo meccanismo di raffreddamento è stato pensato proprio per evitare che un momento di difficoltà venga risolto e poi immediatamente vanificato da una richiesta di revoca affrettata.
Il RUA si inserisce in una strategia più ampia di prevenzione della ludopatia, che negli ultimi anni ha visto l’introduzione di limiti di spesa, strumenti di autolimitazione e una crescente attenzione da parte degli operatori del settore verso una comunicazione priva di incentivi al gioco. Per chi lavora nel comparto, conoscere il funzionamento di questi strumenti è utile non solo dal punto di vista normativo, ma anche per comprendere come si sta evolvendo il rapporto tra piattaforme di gioco legale e tutela del consumatore.
Per chi desidera un quadro più dettagliato del funzionamento pratico dell’autoesclusione trasversale, SPIKE Slot analizza le fasi della procedura e le conseguenze previste per i giocatori iscritti al registro.
Resta comunque centrale il ruolo dell’informazione: strumenti come il RUA funzionano nella misura in cui i giocatori ne conoscono l’esistenza e le modalità di attivazione. Una regolamentazione efficace passa anche da una comunicazione chiara, che spieghi cosa cambia concretamente per chi decide di attivare l’autoesclusione, senza toni allarmistici né semplificazioni eccessive.
Il Registro Unico degli Autoesclusi è stato istituito nel 2018. Secondo il dato istituzionale comunicato da Sogei l’11 aprile 2025, il sistema contava circa 350.000 iscritti. Si tratta del dato pubblico più recente individuato presso le fonti istituzionali e dovrà essere ricontrollato prima della pubblicazione qualora ADM o Sogei diffondano un aggiornamento.